Cronaca · Vaticano

Il ritorno del Papa a Castel Gandolfo.

Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo

Il 5 luglio 2026, dopo dodici anni di silenzio, il portone del Palazzo Apostolico si è aperto per accogliere di nuovo un Papa. Robert Francis Prevost, Leone XIV, ha restituito al borgo pontificio la sua identità più profonda: quella di residenza estiva del successore di Pietro.

Erano le otto e mezza di una domenica di luglio quando l'auto papale ha attraversato la piazza della Libertà, quasi in silenzio. La gente si era radunata da ore. C'erano i castellani, quelli che ricordavano ancora l'ultima estate di Benedetto XVI, quella del 2013. C'erano i turisti, arrivati per l'occasione. E c'erano soprattutto i bambini, che il Papa non lo avevano mai visto passare da qui.

Papa Francesco, in dodici anni di pontificato, non era mai andato in vacanza a Castel Gandolfo. Il borgo aveva perso un pezzo di sé. Le stanze del Palazzo erano diventate museo — dal 2016, con Francesco stesso — ma i giardini, la piazza, i caffè: tutto era rimasto in attesa. Come una casa che aspetta.

Il 400° anniversario

Il ritorno di Leone XIV cade in un anno simbolico: quattrocento anni dalla prima residenza papale in queste stanze. Fu Urbano VIII, nel 1626, ad acquisire il palazzo dai Savelli e a inaugurare una tradizione che sarebbe durata quattro secoli con soli tre interruzioni: Pio IX, Paolo VI e Francesco.

«Non è un ritorno alla nostalgia», ha spiegato il direttore dei Musei Vaticani. «È il recupero di una funzione. Il Papa ha bisogno di un luogo dove pensare, scrivere, incontrare. Castel Gandolfo è sempre stato quello.»

“Il Papa ha bisogno di un luogo dove pensare, scrivere, incontrare. Castel Gandolfo è sempre stato quello.”
Direttore dei Musei Vaticani

Cosa cambia per il borgo

Le domeniche di luglio — 12, 19 e 26 — il Papa reciterà l'Angelus dalla loggia del Palazzo, come tradizione. Piazza della Libertà tornerà a riempirsi di fedeli, di striscioni, di gruppi parrocchiali arrivati da mezza Italia. Gli hotel del borgo hanno già registrato tassi di occupazione mai visti negli ultimi dieci anni. Le prenotazioni per luglio 2026 hanno sfiorato il tutto esaurito con quattro mesi di anticipo.

Ma non è solo economia. È qualcosa di più antico. È il ritorno di un ruolo. La sera, quando la piazza si svuota e resta solo il vento che sale dal cratere, il Palazzo Apostolico ha di nuovo una finestra illuminata. E, per la prima volta dopo dodici anni, quella finestra è la finestra del Papa.

La visita alle Ville Pontificie

Il Palazzo resta aperto al pubblico come museo, ma con alcuni cambiamenti stagionali. Durante la residenza papale gli appartamenti privati non sono visitabili. Restano accessibili la biblioteca, la sala del trono, la cappella e il cortile. Le Ville Pontificie — cinquantacinque ettari di giardini con la villa di Domiziano, il Borgo Laudato Si', il ninfeo Bergantino — sono visitabili in trenino su prenotazione, con il biglietto combinato che tocca i 26 euro per l'ingresso intero.

Il consiglio, per il visitatore, è semplice: arrivare la domenica mattina, assistere all'Angelus, pranzare in una fraschetta del borgo, salire ai giardini nel pomeriggio. È una giornata che restituisce l'idea di cosa significhi, davvero, Castel Gandolfo.

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