Guide · Escursioni

Salire al Monte Cavo — la vecchia via sacra romana.

Antica strada romana a basoli di basalto che sale in un bosco di castagni in autunno

Dal belvedere di Castel Gandolfo lo si vede sempre: il cono boscoso che chiude l'orizzonte oltre il lago, coronato di antenne. È il Monte Cavo, 949 metri, l'antico Mons Albanus dei Latini. Per salirci esiste ancora la strada che percorrevano i consoli di Roma, lastricata di pietra lavica nera. Ottobre, con i castagni che ingialliscono, è il mese migliore per farlo.

La montagna sacra dei Latini

Il Monte Cavo è un cono vulcanico di scorie, la seconda cima per altezza del complesso dei Colli Albani, quiescente da circa diecimila anni ([Wikipedia](https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Cavo)). Sulla vetta sorgeva il santuario di Iuppiter Latiaris, Giove Laziale, il più importante culto federale dei Latini: in origine probabilmente un bosco sacro di querce all'aperto, legato alla vicina Alba Longa ([Archeomedia](https://www.archeomedia.net/roma-il-santuario-di-giove-laziare-e-il-trionfo-albano/)). Secondo Dionigi di Alicarnasso il tempio fu edificato dai Tarquini, mentre a Roma si costruiva quello capitolino; i due santuari erano idealmente in vista l'uno dell'altro ([Archeomedia](https://www.archeomedia.net/roma-il-santuario-di-giove-laziare-e-il-trionfo-albano/), [Lazio Turismo](https://www.lazioturismo.it/asp/scheda_archeo.asp?id=86)).

Qui, tra gennaio e marzo, si celebravano le Feriae Latinae: quattro giorni di festa con i rappresentanti di 47 città, trenta latine e diciassette federate. I consoli appena eletti dovevano salire a sacrificare a Giove, e chi otteneva una vittoria in guerra celebrava il trionfo sul monte Albano ([Wikipedia EN](https://en.wikipedia.org/wiki/Monte_Cavo), [Wikipedia](https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Cavo)). Il Comune di Rocca di Papa ricorda che tra i comandanti venuti a celebrare le loro ovazioni ci fu anche Giulio Cesare ([Comune di Rocca di Papa](https://www.comune.roccadipapa.rm.it/home/esplorare/storia-ed-arte/aree-archeologiche/via-sacra/)).

La Via Sacra

Il corteo lasciava la via Appia ad Ariccia e seguiva la sponda orientale del lago di Albano, proprio di fronte a Castel Gandolfo, fino a Palazzolo; da lì cominciava la Via Sacra vera e propria ([Lazio Turismo](https://www.lazioturismo.it/asp/scheda_archeo.asp?id=86)). È detta anche via trionfale, e oltre cinque chilometri si conservano nel bosco ([Wikipedia EN](https://en.wikipedia.org/wiki/Monte_Cavo)). I basoli sono poligonali, levigati sopra e a cuneo sotto per piantarsi nel terreno; la carreggiata è larga circa due metri e sessanta, fiancheggiata da marciapiedi in peperino ([Comune di Rocca di Papa](https://www.comune.roccadipapa.rm.it/home/esplorare/storia-ed-arte/aree-archeologiche/via-sacra/)).

Vale la pena guardare dove si mettono i piedi. Nel primo tratto alcuni basoli portano incise le lettere N, V e C: per alcuni archeologi Novus e Vetus, a indicare pietre nuove e riposizionate durante un restauro, mentre C starebbe per Consul ([Archeomedia](https://www.archeomedia.net/roma-il-santuario-di-giove-laziare-e-il-trionfo-albano/)).

“La via antica che conduceva al tempio è invece interamente conservata.”
Archeomedia — Il Santuario di Giove Laziale e il Trionfo Albano

Il percorso

L'accesso più semplice parte da Rocca di Papa. Lo scrittore ed escursionista Stefano Ardito indica come punto di partenza Piazza Di Vittorio, a 755 metri, nella parte alta del paese, con un parcheggio accanto e un comodo arrivo in auto dalla Via dei Laghi. Si sale per Via di Monte Cavo Campagna e Via del Prato Fabio; dove la strada diventa sterrata si raggiunge il basolato a quota 808 metri ([Stefano Ardito](https://www.stefanoardito.it/2023/12/08/da-rocca-di-papa-alla-via-sacra-e-al-maschio-delle-faete-parco-dei-castelli-romani-lazio/)).

Dopo un tornante con un'edicola dedicata a Santa Rita, una salita in diagonale porta in circa tre quarti d'ora a un belvedere con panchina a 899 metri: da qui si vedono insieme il lago Albano e il lago di Nemi, il Circeo e il Tirreno. Un ultimo tratto di basolato e poi di strada asfaltata conduce alla vetta. Chi ha gambe può proseguire lungo i segnavia del Cammino Naturale dei Parchi fino al Maschio delle Faete, 956 metri, la cima più alta dei Colli Albani: l'anello completo richiede circa 2 ore e 45 minuti, con 360 metri di dislivello e difficoltà E, escursionistica ([Stefano Ardito](https://www.stefanoardito.it/2023/12/08/da-rocca-di-papa-alla-via-sacra-e-al-maschio-delle-faete-parco-dei-castelli-romani-lazio/)). Servono scarpe con buona suola: i basoli, lisci e spesso umidi sotto i castagni, scivolano.

Cosa resta in vetta

Del tempio oggi resta pochissimo, qualche blocco squadrato di pietra sperone ([Lazio Turismo](https://www.lazioturismo.it/asp/scheda_archeo.asp?id=86)). Nel Medioevo al suo posto sorse un eremo dedicato a San Pietro; nel 1758 arrivarono i Passionisti di San Paolo della Croce e nel 1783 il monastero fu restaurato con materiali del tempio per volere di Enrico Benedetto Stuart, duca di York e vescovo di Frascati. Dal 1890 l'edificio fu adibito ad albergo e ospitò, tra gli altri, Edoardo VIII con Wallis Simpson ([Wikipedia](https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Cavo)). La vetta è oggi uno dei principali centri di trasmissione radiotelevisiva del Lazio, con decine di ripetitori ([Wikipedia](https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Cavo)): il fascino sta nel cammino, più che nell'arrivo.

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