Guida · Architettura

Ville storiche di Castel Gandolfo.

Facciata del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo all'ora dorata

La collina di Castel Gandolfo non è mai stata un semplice borgo. È un palinsesto: sopra le rovine della villa imperiale di Domiziano si sono sedimentati un castello genovese del 1200, una rocca dei Savelli durata tre secoli, quattro palazzi papali costruiti tra il 1626 e il 1929. Ogni pietra racconta un passaggio di potere. Questa è la mappa architettonica del complesso, con date, architetti e le fonti primarie da cui provengono i fatti citati.

Rovine del criptoportico romano della villa di Domiziano
01 — Origine

L'Albanum Domitiani: la villa dell'imperatore.

Prima dei papi, la collina apparteneva a un uomo solo: l'imperatore Domiziano, che tra l'81 e il 96 d.C. costruì qui una residenza di quattordici chilometri quadrati con criptoportici lunghi trecento metri e un ippodromo.

Le Ville Pontificie sorgono letteralmente sopra i resti della Albanum Domitiani, la grandiosa residenza di campagna dell'imperatore Domiziano, che regnò dall'81 al 96 d.C. La villa si sviluppava per circa quattordici chilometri quadrati, dalla Via Appia fino a comprendere il lago Albano. Il pendio della collina fu tagliato in tre grandi ripiani digradanti verso il mare: sul primo, in alto, sorgevano le abitazioni dei servi imperiali e le cisterne; sul ripiano mediano, il palazzo imperiale e il teatro; sul ripiano inferiore, il criptoportico, la grande passeggiata coperta dell'imperatore, originariamente lunga circa trecento metri ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Le cisterne erano alimentate dalle sorgenti di Palazzolo, poste sulla sponda opposta del lago, mediante tre acquedotti ancora in parte esistenti che riforniscono la Villa papale e l'abitato ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)). Una delle terrazze conteneva persino un ippodromo. Il poeta Giovenale chiamava Domiziano il "calvo Nerone".

Dopo la sua morte, la villa non fu più abitata stabilmente. Adriano (117-138 d.C.) vi trascorse brevi periodi in attesa del completamento della villa di Tivoli. Marco Aurelio vi si rifugiò durante la ribellione del 175. Sotto Settimio Severo (193-211 d.C.) la parte più meridionale fu occupata dai castra dei suoi legionari partici, che vi si stanziarono con le famiglie: fu l'inizio della decadenza. I marmi furono sistematicamente riutilizzati per Albano; nel XIV secolo il saccheggio si intensificò per la costruzione del duomo di Orvieto ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Torre merlata medievale della rocca dei Savelli
02 — Medioevo

Il castello dei Gandolfi e la rocca dei Savelli.

Dal 1200 la rocca genovese dei Gandolfi domina la collina; nel 1221 passa ai Savelli, che la tengono per quasi tre secoli finché nel 1596 la Camera Apostolica pignora il feudo per un debito di 150.000 scudi.

Intorno al 1200 fu costruita sulla collina, forse sulle rovine dell'antica Albalonga, la rocca della famiglia genovese dei Gandolfi: una fortezza quadrata al culmine della collina, con mura merlate e un piccolo cortile ancora esistente, circondata da un bastione che la rendeva pressoché inespugnabile. Dal nome della famiglia deriva quello dell'odierna Castel Gandolfo ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Nel 1221 il castello passò ai Savelli, che lo tennero con alterne vicende per circa tre secoli ([Wikipedia — Castel Gandolfo](https://it.wikipedia.org/wiki/Castel_Gandolfo)). Nel 1389 lo concessero in affitto ai Capizzucchi; nel 1436 il cardinale Giovanni Maria Vitelleschi lo espugnò e lo distrusse; nel 1482 papa Sisto IV lo sottrasse temporaneamente ai Savelli assegnandolo a Velletri; nel 1486 tornò ai Savelli. Tra il 1585 e il 1590, sotto Sisto V, Castel Gandolfo fu elevata a ducato in favore di Bernardino Savelli.

Nel luglio 1596, sotto Clemente VIII Aldobrandini (1592-1605), la Camera Apostolica prese possesso del feudo attraverso la bolla Congregazione dei Baroni: i Savelli si erano rifiutati di onorare un debito di 150.000 scudi. Con decreto concistoriale del 27 maggio 1604, Castel Gandolfo fu incorporata definitivamente nel patrimonio inalienabile della Santa Sede ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Facciata barocca del Palazzo Apostolico all'ora dorata
03 — Palazzo Apostolico

Urbano VIII, Carlo Maderno e la nascita del Palazzo.

Urbano VIII Barberini (1623-1644) amava soggiornare a Castel Gandolfo già da cardinale. Fu il primo Papa a villeggiarvi: il primo soggiorno papale avvenne nella primavera del 1626, dopo la conclusione dei lavori di sistemazione e ampliamento del Palazzo. I lavori furono affidati a Carlo Maderno, coadiuvato dai sottoarchitetti Bartolomeo Breccioli e Domenico Castelli. La rocca dei Savelli fu incorporata nel nuovo Palazzo. Vennero costruite l'ala verso il lago e la parte sinistra dell'attuale facciata fino al portone d'ingresso ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Urbano VIII impiantò anche il Giardino del Moro, di modeste proporzioni ma con un disegno che si conserva tuttora: viali che dividono il giardino in riquadri regolari segnati da siepi di mortella. Il fiorentino Simone Lagi decorò con affreschi la Cappella privata, l'Oratorio contiguo e la Sacrestia. All'opera di Urbano VIII sono legate anche le due strade alberate della Galleria di sopra e della Galleria di sotto, che costeggiano l'attuale Villa Barberini e collegano Castel Gandolfo ad Albano ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Alessandro VII Chigi (1655-1667) completò l'edificio: fece realizzare la nuova facciata verso la piazza, l'ala verso il mare e la grande galleria, quest'ultima su disegno e con l'assistenza del Bernini. Il Palazzo che si vede oggi in piazza della Libertà è sostanzialmente il risultato di questi due interventi ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Palazzo Apostolico — visite 2026

Ingresso: €11 intero, €5 ridotto. Combinato con Giardini e Antiquarium: €26/€15. Tra maggio e ottobre 2026 le aperture al pubblico possono essere sospese per il ritorno del Papa. Prenotazione e disponibilità aggiornata: musei.vatican.va, mail tours.musei@scv.va, tel. +39 06 69883145.

Giardino all'italiana con statue e fontane di Villa Cybo
04 — Villa Cybo

La villa del cardinale e il cavalcavia mancato.

Un progetto rimasto sospeso per duecento anni: il cavalcavia che il cardinale Camillo Cybo aveva pensato nel 1717 per unire palazzo e giardino sopra la Galleria di sotto fu realizzato solo dopo il 1929.

La storia di Villa Cybo è la storia di un progetto rimasto sospeso. Nel 1717, quando era ancora Uditore della Camera Apostolica, il cardinale Camillo Cybo si fece cedere dall'architetto Francesco Fontana la palazzina che quest'ultimo aveva costruito per sé. Il cardinale acquistò poi, di fronte al palazzo, un terreno di circa tre ettari che confinava in alto con il borgo e in basso, verso il mare, con la Galleria di sotto. Lo trasformò in uno splendido giardino ricco di marmi, statue e fontane di grande pregio ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Il difetto era evidente: il palazzo e il giardino erano separati dalla pubblica via. Il cardinale progettò di collegarli con un cavalcavia all'altezza del piano nobile del giardino, ma il progetto non fu mai realizzato. Non è documentato se ciò dipese dalla mancanza di tempo o di denaro. Camillo Cybo morì nel 1743. Gli eredi vendettero la villa al duca di Bracciano, don Livio Odescalchi. Nel marzo 1773, Clemente XIV Ganganelli (1769-1774) ampliò la residenza pontificia acquistando Villa Cybo alle stesse condizioni, per 18.000 scudi ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Il cavalcavia che Camillo Cybo non riuscì a costruire fu realizzato solo dopo il 1929, quando la loggia di collegamento sopra l'antica Porta romana unì finalmente Villa Cybo al Palazzo. La toponomastica di Castel Gandolfo ricorda ancora il progetto sospeso del cardinale.

Vista aerea dei giardini geometrici del Belvedere di Villa Barberini
05 — Villa Barberini

Il giardino del Belvedere sul terrazzamento di Domiziano.

Villa Barberini occupa il terrazzamento centrale della residenza domizianea. Nel 1628, Taddeo Barberini, nipote di Urbano VIII, acquistò i terreni e i vigneti corrispondenti; nel 1631 aggiunse la proprietà di monsignor Scipione Visconti, che comprendeva un palazzetto in seguito trasformato e ampliato probabilmente su progetto del Bernini. All'inizio del secolo successivo fu collocata davanti al palazzo un'elegante cancellata, disposta in modo da permettere il passaggio degli ingombranti equipaggi del tempo nonostante la ristrettezza dello spazio ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Le Ville Pontificie assunsero le attuali dimensioni con i Patti Lateranensi del 1929, che portarono all'acquisizione ufficiale del complesso Barberini da parte della Santa Sede. Nella villa furono impiantati nuovi giardini: i più celebri sono i giardini del Belvedere, sospesi sopra il criptoportico romano ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)). Dal 1929 il complesso pontificio comprende dunque tre nuclei collegati fra loro: il Giardino del Moro di Urbano VIII, la Villa Cybo di Clemente XIV, la Villa Barberini di Taddeo Barberini.

Cupola dell'Osservatorio Vaticano sotto un cielo stellato
06 — Osservatorio

La Specola Vaticana trasferita nel 1934.

Nel 1934 l'Osservatorio Astronomico Vaticano lasciò i palazzi vaticani per Castel Gandolfo, in cerca del buio necessario alle osservazioni della volta celeste. Uno dei più antichi programmi di astronomia continuativa del mondo.

Nel 1934 l'Osservatorio Astronomico Vaticano — la Specola — fu trasferito dal Vaticano al Palazzo di Castel Gandolfo e affidato ai Padri Gesuiti. La ragione era pragmatica: nella regione romana era ormai venuta a mancare l'oscurità notturna necessaria alle osservazioni della volta celeste ([Ville Pontificie](https://www.villepontificie.va/it/cenni-storici/castel-gandolfo)).

Con il passare dei decenni, anche il cielo dei Castelli Romani è diventato troppo luminoso per la ricerca avanzata. Nel 1993 la Specola ha aperto una sede distaccata al Monte Graham, in Arizona, dove opera il Vatican Advanced Technology Telescope ([Vatican Observatory](https://www.vaticanobservatory.va/en/)). La sede di Castel Gandolfo resta il cuore storico dell'istituzione: una delle più antiche osservazioni astronomiche continuative al mondo si svolge oggi in un palazzo del Seicento.

07 — Borgo Laudato Si'

La riconversione ecologica voluta da Papa Francesco.

Nel 2023, per volontà di Papa Francesco, i 55 ettari del comprensorio delle Ville Pontificie sono stati trasformati in un progetto educativo dedicato all'ecologia integrale della sua enciclica: il Borgo Laudato Si'. L'ingresso principale è in via Massimo D'Azeglio. Il progetto integra agricoltura biologica, orti didattici, un frantoio, produzioni casearie ed enogastronomiche, e programmi educativi per scuole e visitatori ([Borgo Laudato Si'](https://borgolaudatosi.va/it/)).

Il 5 luglio 2026 Papa Leone XIV è tornato a soggiornare al Palazzo Pontificio, ripristinando pienamente la tradizione della villeggiatura estiva papale interrotta da Francesco. Nei periodi di soggiorno pontificio, le visite al Palazzo Apostolico e ai giardini possono essere sospese: verificare sempre la disponibilità aggiornata su musei.vatican.va.

Interno barocco della chiesa di San Tommaso da Villanova progettata da Bernini
08 — Altri edifici

Palazzi e chiese del borgo.

Dalla chiesa di Bernini alla Madonna del Lago di Paolo VI, dall'emissario romano del 398 a.C. all'Antiquarium: sei edifici che completano il palinsesto architettonico della collina pontificia.

01

Chiesa Collegiata di San Tommaso da Villanova

Progettata da Gian Lorenzo Bernini e completata nel 1661 sotto Alessandro VII, la chiesa parrocchiale del borgo è uno dei rari edifici sacri firmati dal maestro del barocco. Pianta a croce greca, cupola con lanterna, decorazioni di Antonio Raggi e Pietro da Cortona.

02

Chiesa della Madonna del Lago

Voluta personalmente da Paolo VI e consacrata dallo stesso Pontefice nel 1977 sulle rive del lago Albano ([Wikipedia — Castel Gandolfo](https://it.wikipedia.org/wiki/Castel_Gandolfo)). Un'architettura moderna, essenziale, integrata nel paesaggio del cratere.

03

Aula delle Udienze — Villa Cybo

Costruita per volere di Paolo VI in occasione dell'Anno Santo 1975 nell'area extraterritoriale di Villa Cybo, ospita udienze e incontri pontifici durante i soggiorni estivi ([Wikipedia — Castel Gandolfo](https://it.wikipedia.org/wiki/Castel_Gandolfo)).

04

Emissario romano del lago

Un'opera ingegneristica del 398 a.C.: un tunnel lungo 1.450 metri scavato nel tufo per regolare il livello del lago Albano, ancora oggi in funzione. Uno dei più antichi acquedotti sotterranei del mondo antico.

05

Antiquarium romano

Museo archeologico all'interno del complesso pontificio che raccoglie reperti provenienti dalla villa di Domiziano: sculture, marmi, epigrafi, oggetti d'uso quotidiano dell'aristocrazia romana. Visita inclusa nel biglietto combinato con i Giardini.

06

Porta romana e loggia

L'arco che collega Villa Cybo al Palazzo Pontificio ripristina il tracciato dell'antica Porta romana. Sopra di esso passa la loggia di collegamento realizzata dopo il 1929: il "cavalcavia" che Camillo Cybo aveva progettato duecentotre anni prima.

La villeggiatura papale a Castel Gandolfo non è mai stata semplicemente riposo: è la continuità visibile di un'idea di sovranità che attraversa duemila anni, dal Palatino a Palazzo Barberini.

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