La 90ª Sagra della Pesca — cronaca di un'estate 2026.

Dal 20 al 26 luglio 2026 il borgo ha celebrato la novantesima edizione della Sagra delle Pesche. Sette giorni distesi lungo tutti i quartieri, dal Lungolago al Centro Storico, dalle Mole a Pavona, dal Laghetto a San Paolo. La cifra tonda contiene una storia lunga quasi un secolo, e un frutto che qui si chiama in modo tutto suo.
Guancia di canonico
Il prodotto tipico per eccellenza di Castel Gandolfo è la pesca, che a queste latitudini viene chiamata guancia di canonico, per l'aspetto roseo e vellutato ([Visit Castelli Romani — Guance di canonico](https://www.visitcastelliromani.it/gusto/guance-di-canonico/)). Il sapore particolare deriva dai terreni vulcanici dei Colli Albani su cui vengono impiantati i pescheti: suoli ricchi di potassio e minerali, drenanti, esposti al sole di piena stagione. La Sagra ne è la vetrina più antica: nelle edizioni recenti sono state esposte più di cento varietà, provenienti dai pescheti dei Castelli, dal resto d'Italia e dall'estero.
Novant'anni di una festa
La cifra novanta pesa. La Sagra nasce nella metà degli anni Trenta come festa di ringraziamento per il raccolto, si intreccia con la ripresa del secondo dopoguerra, attraversa la crescita del borgo come luogo di villeggiatura e la sua definitiva iscrizione fra i Borghi più belli d'Italia. L'edizione 2026, la novantesima, ha assunto formato esteso: sette giorni, dal lunedì 20 luglio alla domenica 26 luglio, con eventi itineranti in tutti i quartieri ([Città Metropolitana Roma — 90ª Sagra](https://www.cittametropolitanaroma.it/events/event/castel-gandolfo-90a-sagra-delle-pesche-una-settimana-di-festa-tra-gusto-spettacoli-e-tradizione/)).
La cerimonia inaugurale si è tenuta sul Lungolago con taglio del nastro alla presenza delle autorità e delle associazioni cittadine, seguito dalla tradizionale degustazione gratuita di pesche e da uno spettacolo serale. Per tutta la settimana ogni quartiere ha ospitato stand enogastronomici e aree di intrattenimento con degustazioni gratuite dei prodotti locali ([Comune di Castel Gandolfo](https://comune.castelgandolfo.rm.it/it/menu/news?page=18)).
La benedizione delle pesche
Il momento più solenne resta la benedizione delle pesche sul sagrato della Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, la chiesa berniniana della piazza. Nelle edizioni storiche, la domenica mattina un gruppo di giovani castellani in costume risale il borgo fino al Palazzo Pontificio per offrire cesti pieni di frutta al Santo Padre — un gesto di devozione che nel tempo si è trasformato in rito civico ([Visit Castelli Romani — Castel Gandolfo](https://www.visitcastelliromani.it/informazioni/castel-gandolfo/events/)). Il rito è accompagnato dalla Fanfara Città di Castel Gandolfo, presente stabilmente nelle edizioni degli ultimi decenni, e dagli sbandieratori e musici dell'Associazione culturale Lo Scudo di Lepanto.
Il programma culturale
Accanto agli appuntamenti gastronomici l'edizione 2026 ha proposto un programma culturale articolato. Dal 20 al 25 luglio la Sala Consiliare Marcello Costa, in piazza della Libertà, ha ospitato una mostra fotografica dedicata alla storia della Sagra e della città, con immagini d'archivio delle prime edizioni. Il Lungolago è stato cornice di un mercatino tematico e delle esibizioni degli artisti di strada. Nel fine settimana il centro storico è stato animato da visite guidate gratuite, giochi per famiglie, degustazioni di vino e pesche e spettacoli serali.
“Uno dei frutti simbolo del territorio.”Città Metropolitana di Roma Capitale — comunicato della 90ª edizione
Cosa resta di una sagra che dura da novant'anni
Resta il calendario condiviso — la seconda metà di luglio è per Castel Gandolfo il momento in cui i quartieri si riconoscono come un unico borgo. Restano i produttori: pescheti a conduzione familiare che tengono viva la varietà locale, in un mercato dominato dalle grandi centrali. Resta il legame con la parrocchia pontificia, che nel gesto della benedizione ricorda che il borgo è, dal 1596, terra papale — e che il Palazzo Apostolico, tornato pienamente attivo con Papa Leone XIV, continua a essere parte del paesaggio civico.
Resta soprattutto un ritmo. Una sagra che dura da novant'anni non è più solo un evento: è il modo in cui una comunità si segna il calendario e si racconta ai visitatori. Chi arriva a Castel Gandolfo l'ultima settimana di luglio non trova una fiera turistica ma un borgo che si presenta al proprio meglio, con le pesche appena colte, il sagrato pieno e la fanfara che accompagna una tradizione più antica di quasi tutti i suoi protagonisti.